IL BASTIONE DEL VICERÈ
Sconosciuto ai più, nascosto dalla rigogliosa vegetazione arborea che corona il Viale Regina Elena, è un grande bastione spagnolo secentesco a protezione della cattedrale da tre secoli.
La costruzione di un bastione nel lato orientale del Castello per avere la "corrispondenza" con i bastioni della Zecca e della Tenaglia, era stata già suggerita dal marchese di Pescara nel 1523 e dal vicerè D'Aragall nel 1551. Attribuito al Cappellino, il bastione del Vicerè fu iniziato solo nel maggio 1636, su progetto dell'architetto militare napoletano fra' Lelio Brancaccio, ma i lavori si svolsero lentamente, causa la mancanza di fondi. L'allarme procurato dalla breve occupazione di Oristano nel 1637 da parte di una piccola flotta francese spinse le autorità spagnole a completare l'opera: i lavori ripresero nell'aprile 1638 e furono portati a termine alla fine dello stesso anno.
Il baluardo divenne inutile circa ottant'anni più tardi quando, in epoca austriaca, fu innalzato il contiguo Bastione del Parco, poi inglobato nel grande Bastione del Palazzo.
Alto 9 metri, il Bastione del Vicerè, ancora completamente intatto, ha pianta pentagonale perfettamente simmetrica: le due facce uguali misurano alla base 15 metri, e 12 metri sulla piattaforma; i due fianchi hanno lunghezza diversa. Il baluardo si può raggiungere attraverso una rampa di scale, trovandosi la sua piattaforma (m 84,50 slm.) a circa 6 metri e mezzo sotto la quota della Via Martini e quindi del Palazzo Viceregio (m 90,90 slm.). In passato per farvi arrivare agilmente le bocche da fuoco e gli artiglieri, dalla Piazza Carlo Alberto (m 81,70 slm.) fu scavato nella roccia un cunicolo di servizio che, dopo un percorso tortuoso, sbuccava proprio nella piattaforma del bastione. Il braccio principale fu realizzato lungo l'asse viario, mentre il raccordo con le mura era garantito da rami secondari. Il primo tratto si dirige verso est per 24 metri passando sotto la rampa di scale che sale in Piazza Palazzo, intercettando un condotto lungo 55 metri e parallelo alla via Martini, sino a raggiungere una galleria che dalla Via Canelles va alle mura orientali. Nelle planimetrie settecentesche compare anche un viottolo che collegava tale bastione col borgo di Villanova.
Nel saliente del baluardo è murata un'iscrizione, purtroppo giunta mutila, sovrastata da uno stemma della famiglia De Aragall:
+ D(EO) O(PTIMO) M(AXIMO) +
PHILIPPO QUARTO CATHOLICO AUGUSTO
MAXIMO HISPANIORUM AC SARDINIAE
MONARCA IMPERANTE
CALARITANAM ARCEM REGNI DOMIN ...
AT ... CEM AD ORIENTIS ORAM NON SATIS
MUNITAM UT ADVERSUS FIDEI AC HISPANI
NOMINIS HOSTES TUTIOREM REDDERET
AVITAM DON HIERONIMI ... MVIATUS
GLORIAM OVO PRESIDE EIUSDEM ARCIS
MERIDIONALE PROPUGNACULUM EX
CITATUM CERNITUR HI.MUS DON
DIDACUS HIERONIMUS DE ARAGALL A
CERVELLO DUM REGNI GUBERNACULA ...
LIBERATUM AB A CAUSIS AURISTANUM
PAESES AC CENTRALIS CAPITANEUS
ORDINEM NATA ... ... EX
IMIUS VIRTUTEM ... ...
ANNO DOMINI MDCXXXVI
"D.O.M. Regnante Filippo IV Cattolico, monarca augusto massimo degli Spagnoli e di Sardegna, essendo la fortezza cagliaritana non abbastanza munita nel lato orientale dai nemici della fede e della Spagna ... il baluardo meridionale della suddetta fortezza ... Don Didaco Gerolamo De Aragall ... governatore (??) ... liberato dal combattimento di Oristano (??) ... Nell'Anno del Signore 1636".
MASSIMO RASSU